Il villaggio dove le ragazze si trasformano in maschi a 12 anni per una sindrome rarissima

C’è un villaggio nella Repubblica Dominicana dove i ragazzi nascono femmine e diventano maschi a 12 anni. Sembra una storia assurda ma che viene confermata dalle esperienze degli stessi protagonisti.

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La Bbc ha seguito la vicenda di Johnny, un ragazzo di 20 anni che fino all’età della pubertà si chiama Felicita. “Quando sono nato i miei genitori e i medici pensavano che fossi una bimba – racconta – mi vestivano con le gonnelline e mi regalavano giocattoli da femminuccia, ma in realtà io non mi sentivo a mio agio”. Poi, compiuti i 12 anni, qualcosa nel suo corpo è cambiato. Si è sviluppato l’organo maschile.Ma lui non è l’unico. Nel villaggio di Salinas sono almeno 1 ragazzo su 90 a soffrire di questa sindrome che viene chiamata “Guevedoce”. Gli scienziati credono che tutto ciò accada a causa della mancanza di un enzima che impedisce all’ormone sessuale maschile di formarsi prima della pubertà.Una sindrome r arissima nel mondo, ma divenuta ormai comune in questo villaggio della Repubblica Dominicana. Una volta sviluppato, il ragazzo poi non presenta alcuna anomalia fisica. Il suo organo genitale funziona regolarmente. Ma non tutti accettano questo cambiamento e alcuni di loro preferiscono operarsi e continuare la loro vita al femminile.

Jamie, prima modella con sindrome di down a sfilare alla New York Fashion Week

Jamie Brewer, 30enne americana, è la prima modella con sindrome di down che ha calcato le prestigiose passerelle della New York Fashion Week.

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Come riporta il Mirror, Jamie – che nella vita è un’attrice e recita nella serie “American horror story” – ha abbandonato per un giorno set e copioni per diventare un’indossatrice.”Ho accettato di sfilare – spiega – per incoraggiare le ragazze con sindrome di down a non arrendersi e a inseguire i propri sogni. Se ce l’ho fatta io, possono farcela anche loro”.  Non è la prima volta che sulla passerella della stilista Carrie Hammer sfilano ragazze con disabilità. Era già accaduto con una donna in sedia a rotelle ed era stato un successo.  Così la stilista ha deciso di replicare ed è stata proprio la mail di una mamma con bimba con sindrome di down a darle il suggerimento: “Jamie potrebbe essere un esempio per mia figlia”.  E così è arrivata la proposta a Jamie che ha accettato. “È andata meglio del previsto – ha concluso la stilista – ho apprezzato che durante la sfilata avessero tutti il sorriso sulle labbra”.