Capodanno a Capri con la sexy DJ Kyra Kole, scoppia la polemica sui social

Capri si scopre sessista. Monta sui social una polemica che vede contrapposti due fronti, dopo aver appreso che la commissione giudicatrice del Comune, a seguito di rinunzie ed esclusioni dalla graduatoria del bando, ha affidato alla ditta Italia Concerti Group srl di Casalnuovo l’incarico dell’organizzazione per le serate di capodanno in Piazzetta, per un importo netto di 35.000 euro.

3416576_1518_senza_titolo_1 (1)

La critica scatenatasi in rete verso la ditta che si era piazzata in quarta posizione nella graduatoria stilata dalla Commissione Giudicatrice per le serate del 30, 31 e primo gennaio, riguarda la presenza tra gli artisti della nota DJ dance Kyra Kole.
La sensuale showgirl e DJ di origini ungheresi, diventata famosa anche per la partecipazione ad alcuni programmi televisivi sulle reti mediaset, ha attratto le critiche di molti utenti facebook isolani che sul web hanno criticato la sua presenza in Piazzetta, a causa di immagini scattate per calendari di lingerie che la ritraevano in pose osè conturbanti e seducenti.
Le polemiche che stanno travalicando i confini del web sulla nota DJ non coinvolgono però l’opinione pubblica caprese che ha apprezzato l’intero programma proposto dalla ditta di Casalnuovo. Sul palco infatti sono previsti nomi famosi, tra questi l’esibizione di una delle voci più apprezzate della lirica italiana, quale Katia Ricciarelli per la serata del 30 e per la notte di San Silvestro il concerto della famoso gruppo musicale i Neri per Caso.
La presenza della sexy DJ è inclusa nel programma del veglione per la disco dance all’aperto, la consueta festa all’ombra del campanile per salutare l’arrivo del nuovo anno.

Per Chiara Ferragni è guerra condominiale: “I vicini di casa sono infuriati con lei”

MILANO – Problemi in vista per Chiara Ferragni.
I condomini del Citylife, palazzo per vip in cui abita con Fedez a Milano sono arrabbiati con lei a causa dell sua cagnolina.

1493804265-1493804133-schermata-2017-05-03-11.07.39

La piccola a quattro zampe infatti farebbe i bisogni nel giardino comune, provocando le ire dei suoi vicini di casa: “Acque agitate a Citylife, il prestigioso quartiere residenziale dove abitano Fedez e Chiara Ferragni – fa sapere “Chi” nelle “Chicche di gossip” – I condomini della coppia (che soggiorna nella residenza Libeskind, ma ha già preso un attico in un palazzo vicino) ce l’ hanno con: la influencer numero uno al mondo perché il suo cane, il carlino Matilda, fa i propri bisogni nel giardino condominiale.
La Ferragni, pur di non urtare la sensibilità di Matilda, paga multe salate di 200 euro ogni volta che la sua amica a quattro zampe scambia il prezioso manto per il suo wc personale. Ma le “sciure” del palazzo non parlano d’altro nei loro agitati caffè”.

Furbetti del cartellino a Piacenza, ‘sesso con una squillo minorenne nell’auto del Comune’

Le immagini delle telecamere nascoste incastrano i ‘furbetti del cartellino’ del Comune di Piacenza, 50 dipendenti indagati su 631 addetti del Municipio, nell’inchiesta condotta dalla Polizia Municipale e dalla Guardia di Finanza che ha svelato non solo episodi di timbrature multiple e continuative fatte da dipendenti compiacenti per permettere ai colleghi di svignarsela ma addirittura il caso di un lavoratore che avrebbe consumato rapporti sessuali con una prostituta minorenne durante l’orario di lavoro e con l’auto di servizio.

auto_makine1486491695

Sono circa 550 le pagine dell’ordinanza legata all’indagine della Guardia di Finanza e della Polizia municipale. I ‘furbetti del cartellinò andavano in palestra e a fare la spesa. Qualcuno non si presentava neppure in ufficio o invitava un’amica a pranzo facendosi pagare gli straordinari. C’era anche chi effettuava consegne con un camioncino comunale. Dei 50 indagati, 39 hanno l’obbligo di firma, 10 sono a piede libero, mentre, per il dipendente che ha usato l’auto di servizio per consumare rapporti sessuali, sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile e di violenza sessuale.
A disincentivare i 50 dipendenti non è riuscito neanche il decreto Madia che, in altre città d’Italia (tra cui Bologna per il caso all’Istituto regionale dei beni culturali) ha portato al licenziamento dei trasgressori. Ora, oltre al processo penale, i 50 rischiano seriamente il posto di lavoro, una situazione che rischia di esporre a rischio paralisi l’attività dell’ente, come paventato ieri dal sindaco uscente Paolo Dosi. I reati ipotizzati vanno dal falso alla truffa, al peculato.
L’indagine è partita alla fine dell’anno scorso da segnalazioni di cittadini. Sempre a Piacenza, intanto, salgono a quatto gli arresti operati dalla Guardia di finanza in seguito a un’altra indagine, sempre coordinata dalla Procura della Repubblica, volta a far luce su alcuni appalti del Comune di Piacenza. A finire ai domiciliari tre dipendenti comunali addetti al settore Manutenzione e il titolare di un’azienda legata a un appalto.