«Belen Rodriguez? E’ un viado»: Nina Moric a processo il 3 luglio, rischia fino a sei anni

Nina Moric e Belen Rodriguez, entrambe ex di Fabrizio Corona, saranno una contro l’altra in Tribunale a Milano il prossimo 3 luglio nel processo a carico della modella croata accusata di diffamazione aggravata da un «fatto determinato»: il 3 settembre del 2015 in un’intervista su Radio24 aveva definto “viado” la showgirl argentina.

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Il giudice della decima sezione penale ha stabilito che nella prossima udienza verranno sentiti i testi del pm e del difensore, l’imputata Moric e la parte civile Belen Rodriguez, assistita dall’avvocato Andrea Righi. Nel settembre di tre anni fa, nel corso della trasmissione La Zanzara, il conduttore Giuseppe Cruciani aveva portato la 41enne a parlare della soubrette nata a Buenos Aires, con cui l’ex marito ed ex ‘re dei paparazzì aveva avuto una relazione. E Moric, dopo averla apostrofata con epiteti del tenore di «strega cattiva» e «viado», l’aveva infine accusata anche di girare nuda per casa davanti al bambino nato dalla sua relazione con l’ex agente fotografico. «Non è una bella persona come tutti credono – disse Moric – Quando si trattava di mio figlio girava per casa nuda. Mio figlio ha avuto gli incubi quando aveva 5 anni, lei mi minacciava di morte».

L’ex modella croata rischia ora una pena da uno a sei anni. Nel luglio scorso, infatti, il giudice Maria Pia Bianchi aveva accolto l’istanza della Procura che aveva chiesto che a Moric venisse contestata anche l’aggravante di aver attribuito «un fatto determinato» nella presunta diffamazione. Il giudice quindi ha ritrasmesso gli atti al pm Francesco Cajani per la riqualificazione del reato. E l’1 febbraio scorso il gup Teresa de Pascale ha rinviato a giudizio Moric.

“Tr… come te vanno arse vive”: Francesca Barra minacciata per la sua vita privata

Francesca Barra, conduttrice, giornalista, scrittrice nota al gossip per la relazione con Claudio Santamaria, è finita nel mirino degli ‘haters’ social e denuncia, screenshot dopo screenshot, la sequenza di insulti violenti e minacce ricevuti negli ultimi mesi. “Non parlerò mai più di violenza sulle donne. Mai più fino a quando tizi come questi non saranno arrestati. Altrimenti le mie saranno solo parole”, scrive su Facebook.

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Una denuncia che non si limita al virtuale, perché la cronista ha deciso di passare ai fatti, per ora portando in tribunale per diffamazione un impiegato della Regione Basilicata che “si è permesso di nominare su Facebook impropriamente i miei figli ed è stato denunciato. Lui e chi ha cliccato like. Perché ha scritto una cosa crudele, falsa. Un reato”.
E l’uomo non è l’unico ad attaccare Francesca Barra. Per giorni infatti la giornalista è stata vittima di una vera e propria aggressione social fatta di tweet e commenti dal tenore inaccettabile: “Troie come te vanno arse vive. Non venire mai nella mia Sicilia puttana” insieme all’augurio di “una morte lenta e atroce”, sono solo alcuni dei messaggi recapitati alla donna.
Ma quale sarebbe la ‘colpa’ di Francesca Barra? A quanto pare, a scatenare i peggiori istinti degli utenti, la separazione della scrittrice dal marito e la relazione intrecciata successivamente con Santamaria. “Volete tutti conoscere il motivo di tanto odio? Non dovrebbe servire, perché non esiste una ragione valida. Ma – scrive Barra su Facebook – vi consegno una storia così smettete di domandarvelo. Una donna si separa, ma ha tre figli. Vive una relazione alla luce del sole. Non si nasconde, non mente ai propri cari. Ma soprattutto con coerenza vive come le hanno insegnato fin da bambina: con onestà, coraggio, rispetto e inseguendo il diritto alla felicità”.