Morta Marina Ripa di Meana, testamento video con le ultime volontà

La notizia della morte di Marina Ripa di Meana è arrivata nel pomeriggio della vigilia dell’Epifania. Poche ore dopo, nell’edizione serale, il Tg5 ha diffuso un video testamento registrato pochi giorni prima della morte nella sua casa di Roma per Radio Radicale, dove si è spenta circondata dall’effetto dei suoi cari.

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Marina Ripa di Meana ha affidato a Maria Antonietta Farina Coscioni le sue ultime volontà, e con lei ha scelto la sedazione palliativa profonda continuata.
Di seguito uno stralcio delle sue ultime volontà: «Dopo Natale le mie condizioni di salute sono precipitate. Il respiro, la parola, il mangiare, alzarmi: tutto, ormai, mi è difficile, mi procura dolore insopportabile: il tumore ormai si è impossessato del mio corpo. Ma non della mia mente, della mia coscienza. Ho chiamato Maria Antonietta Farina Coscioni, persona di cui mi fido e stimo per la sua storia personale, per comunicarle che il momento della fine è davvero giunto. Le ho chiesto di parlarle, lei è venuta. Le ho manifestato l’idea del suicidio assistito in Svizzera. Lei mi ha detto che potevo percorrere la via italiana delle cure palliative con la sedazione profonda. Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita, non sapevo, non conoscevo questa via».
«Ora so – prosegue Marina Ripa di Meana nel video testamento registrato qualche giorno fa – che non devo andare in Svizzera. Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera, come io credevo di dover fare. È con Maria Antonietta Farina Coscioni che voglio lanciare questo messaggio, questo mio ultimo tratto: per dire che anche a casa propria, o in un ospedale, con un tumore, una persona deve sapere che può scegliere di tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze. Fallo sapere, Fatelo sapere».

Femminilità e classe: Audrey Hepburn, la “più grande attrice della storia”

La più grande attrice della storia del cinema, questo il giudizio dell’American Film Institute. Stiamo parlando di Audrey Hepburn una delle poche artiste ad aver vinto Premio Oscar, Emmy, Grammy e Tony. Nata a Bruxelles il 4 maggio 1929 è morta in Svizzera, a Tolochenaz, il 20 gennaio 1993. Britannica ma cresciuta tra Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi, ha trovato fortuna con cinema e teatro negli Stati Uniti.

Two For The Road

Nel corso della sua carriera lavorò con Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards, oltre che con attori del calibro di Gregory Peck, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Cary Grant, Rex Harrison, William Holden e Peter O’Toole e divenne famosa grazie a ruoli come quello di Gigi in uno spettacolo teatrale tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice francese Colette; della Principessa Anna in Vacanze romane (1953), interpretazione che le valse l’Oscar come migliore attrice, di Holly Golightly in Colazione da Tiffany (1961) e di Eliza Doolittle nel film musicale My Fair Lady (1964). Altri importanti film cui prese parte sono Sabrina (1954), Sciarada (1963) e Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966).
Negli anni 70 e 80 apparve sempre meno per dedicarsi alla famiglia e alla filantropia. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice Unicef e fino alla morte si dedicò al lavoro umanitario. E c’è anche l’Italia nella sua vita. Oltre al celebre Vacanze Romane, nel nostro Paese si è sposata e ha avuto anche un figlio, Luca, nato nel 1970. L’altro suo figlio, Sean, lo ebbe nel 1960 durante il matrimonio con Mel Ferrara. La maternità era un sogno che Audrey Hepburn cullava da sempre e durante la sua vita ha avuto numerosi aborti.
L’ultima parte della sua esistenza l’ha trascorsa in Svizzera facendo la spola con gli eventi umanitari mondiali che l’Unicef organizzava.