Heidi Klum torna single, addio a Vito Schnabel

Heidi Klum e Vito Schnabel si sono presi una pausa. Dopo tre anni e mezzo d’amore la top model e il fidanzato si sarebbero lasciati e – secondo quanto riporta People – un amico avrebbe detto che devono prendersi un po’ di tempo: “Le cose sono state difficili ultimamente, vivono sulle coste opposte (lui a Los Angeles e lei a New York). Inizia l’anno scolastico e Heidi deve concentrarsi sui bambini”.

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I prossimi eventi mondani infatti li vedranno separati: la Klum, 44 anni, parteciperà da sola senza Vito, 30. Lui prima dell’estate era stato beccato mentre baciava una donna, ma Schnabel aveva spiegato che si trattava di una situazione innocente, era un saluto a un’amica di famiglia. Vito e Heidi hanno cominciato a frequentarsi tre anni e mezzo fa, dopo la fine della storia tra la Klum e il cantante britannico Seal, da cui la modella ha avuto tre figli Henry, 12, Johan, 10 e figlia Lou, sette. È anche mamma di Leni, 13 anni.

Kim Kardashian avrà una bambina da madre surrogata

Fiocco rosa per Kim Kardashian. La socialite e il marito Kanye West avranno il loro terzo figlio, dopo North, 4 anni, e Saint, 21 mesi, e questa volta sarà tramite madre surrogata. La nascita è prevista per gennaio e – come scrive Tmz – a detta degli amici “l’intera famiglia è sulla luna”.

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La Kardashian non avrebbe potuto affrontare una nuova gravidanza, ma ha sempre detto di desiderare una famiglia numerosa. E così detto fatto. La coppia ha fatto ricorso all’utero in affitto e all’inizio del nuovo anno arriverà una sorellina a far compagnia a North e Saint. Intanto Kim festeggia la lieta novella sfoggiando un nuovo look. Al party che ha fatto seguito alla sfilata di Tom Ford a New York si è presentata con i capelli biondi, stretta in un abito aderentissimo nero.

Kendall Jenner, passeggiata a seno nudo

C_2_fotogallery_3081346_upiFoto1F (1)Voglia di leggerezza per Kendall Jenner che se ne va a spasso per le vie centrali di New York con una maglia velata con ricami floreali che evidenzia un seno tonico con tanto di capezzoli a vista. I fan restano ad ammirarla estasiati mentre lei con la sua falcata da top model si allontana.

Greta Zuccarello, la ballerina italiana che ha stregato Victoria’s Secret

Greta ha gli occhi a forma di sogno. Eccola in un caffè qualsiasi nei dintorni di Union Square, seduta su uno sgabello alto quasi quanto le sue gambe di pantaloncini da calcio blu.
Così, in vetrina, a guardare lo scorrere delle auto e ad immaginare la sua America. È nata a Treviso ed è proprio lì che ha iniziato a studiare danza, in una scuola della sua città, quando era ancora una bambina.

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«Avevo 11 anni. Si inizia sempre per gioco quando sei ragazzina. Poi, all’età di 14 anni, ho vinto un concorso alla Opus Ballet di Firenze e mi hanno dato una borsa di studio per intraprendere un percorso di formazione in danza contemporanea. Così, mi sono trasferita lì in collegio ed ho continuato a fare il liceo linguistico».
A Firenze ha continuato a studiare francese, spagnolo e inglese.
E a ballare.
«La sera facevo danza per ore ed ore finché, a 16 anni e mezzo, ho fatto un’audizione a Roma per la Peridance. Subito dopo, un’altra audizione, questa volta per la San Francisco Ballet School: mi hanno presa per la Summer Intensive. Da lì catapultata direttamente a New York»
Ancora un successo, ancora una borsa di studio.
Ed è proprio alla Peridance che balla ora.
«A 17 anni ho preso il visto da studente, ho lavorato sodo per completare il mio percorso di formazione e, non appena diplomata, mi hanno presa. Essere principal dancer di una famosa compagnia newyorkese di danza mi sembrava una sorta di sogno irrealizzabile fino a qualche anno fa. E invece».
Ore ed ore di allenamento ogni singolo giorno. E una valanga di spettacoli, tra cui il famoso “Season” tra le mura del Salvatore Capezio Theater. Ma non solo: Greta ne ha fatti tanti e tanti ancora ne farà.
«Abbiamo il nostro teatro dentro la Peridance e siamo fortunati per questo perché, avendo un nome così importante alle spalle, in tantissimi ci vengono a vedere. Poi, abbiamo ballato a Saint Louis, a Miami e facciamo tour negli States e dappertutto nel mondo: Israele, Corea, anche nella nostra amata Italia. In estate balliamo alla Summer Union Square Dance Festival, al Battery Park Dance Festival e ci esibiamo un po’ ovunque».
Impossibile non chiederle che cosa le piaccia di più di New York.
«Tutto. Semplicemente tutto. New York mi ha ispirata da sempre. Insomma, New York è New York, è il centro di tutto. Mi piace la gente, mi piace questo mix folle di tutte le culture del mondo e poi c’è sempre qualcosa di nuovo da fare, la noia non è ammessa, mai».
Ormai la sua città. La città in cui fa quello che ama.
«A me ha dato tanto», afferma risoluta.
E con i suoi passi, leggeri e forti di passione, Greta ha fatto un salto pazzesco senza neanche rendersene troppo bene conto.
«È successo di colpo, hanno chiamato la scuola per chiedere l’autorizzazione mia e loro a girare dei video. Ho fatto un casting, eravamo più di 500 a partecipare e, come ballerina, hanno scelto solo me. Ah, sto parlando di Victoria’s Secret».
Così, quasi inaspettatamente, si ritrova anche ad essere una delle protagoniste della linea sportiva del marchio che a queste latitudini (e non solo) è già leggenda.
«Uno dei miei video più noti è “Pink Active”, girato con Victoria’s Secret al Brooklyn College; mentre, qualche mese fa, sono andata alle Bahamas 4 giorni per girare uno spot , sempre per Victoria’s Secret, in cui mi esibisco come ballerina nel video Spring Break 2017. Coreografie e natura con indosso i capi sportivi del brand che amo di più in assoluto».
Ma non c’e’ solo la nota linea di abbigliamento femminile nel ricco bagaglio di esperienze di Greta: in un lasso di tempo molto breve, è divenuta infatti la principal dancer per tutti gli spot di Pryma Sonus Faber, una marca di cuffie del settore lusso, rigorosamente Made in Italy, che opera sotto il noto brand Macintosh.
Ma l’Italia è lì, ben salda al centro del suo cuore, assieme alla sua famiglia.
«Però la cosa che mi manca di più è il cibo», e sbotta in un sorriso d’incanto che sa di sincerità.
«La mia famiglia è il mio pilastro. Mi hanno lasciato andar via di casa a 14 anni, spingendomi a fare quello che volevo. Mi sono vicini sempre, li vedo addirittura spesso. E poi ho la fortuna di poter tornare a casa, eventualmente: la loro porta è sempre aperta e questo mi trasmette un gran senso di sicurezza».
Riguardo alla meta, Greta non ha dubbi.
«Voglio fare esattamente quello che sto facendo adesso. Voglio farlo in una dimensione ancora più grande, voglio ballare ogni weekend in tour con le migliori compagnie d’America. Io non credo nel destino, io credo nella fatica, nel sudore della fronte. Alcuni appuntamenti importanti sono già in programma: su tutti il Fare Island Dance Festival, per gli altri, invece…stay tuned!».
Chissà se c’è ancora spazio per l’Italia anche nel suo orizzonte oltre che nel suo cuore.
«L’Italia potrebbe essere perfetta. Tutti i teatri che ci sono rappresentano dei veri e propri gioielli. Trasudano storie e volti, sono stati immaginati per davvero e non, come accade qui in America, tirati su ex novo. Per quanto, ovviamente, se vai al Metropolitan, vieni proiettato in uno spazio bellissimo ed enorme. Noi, però, abbiamo la ricchezza, quella che non esiste in nessun altro luogo al mondo».
C’è un altro però. Ed è colossale.
«In Italia, tuttavia, c’è davvero poco da fare. Non si investe abbastanza nell’arte, quando viceversa potrebbe (dovrebbe!) essere la nostra punta di diamante. Francamente, in questo momento non immagino di tornare. Chissà, magari più in là».
Risponde d’impatto, con la sicurezza tipica dei suoi anni.
E quindi? Il famoso sogno americano esiste ancora?
«Si, certo che esiste. Eccolo, ci siamo tutti un po’ dentro. Io il mio ce l’ho bello e chiaro e mi dò da fare in ogni istante per far sì che si materializzi».
Saluta, sorride e sprizza quell’energia positiva che rappresenta al meglio la magia di questa città. Il miracolo di una ragazza “qualsiasi” che da un angolo altrettanto qualsiasi della nostra Italia si ritrova a calcare lo scenario a stelle e strisce e a volteggiare, tra gli altri, per Victoria’s Secret.
Ed eccola che allunga il passo, di ritorno verso la palestra. Pronta a rituffarsi nel suo mondo di sacrifici e di flash, nella sua New York.
Si volta ancora un istante.
Greta ha gli occhi a forma di sogno. Di sogno americano.

Rita, Kendall, Sara… tanga sul red carpet

Non è insolito vedere sul red carpet, sotto abiti completamente trasparenti, coulotte e mutandoni a celare il lato B delle star. Ora però le bellissime si sono stufate di tutta questa castità (si fa per dire) e hanno deciso di sdoganare direttamente il tanga.
I tappeti rossi di maggio sono un tripudio di perizomi in bella vista, che sottolineano lati B tonici e scultorei.

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La prima ad inaugurare il trend è stata Kendall Jenner che, al Met Gala di New York, si è presentata con un abito di rete La Perla che svelava, oltre agli slip, anche schiena, glutei, gambe e pancia.
Modelle, attrici, cantanti, influencer: il Festival di Cannes è sempre gremito di stelle. Così ecco che, per distinguersi, la top Sara Sampaio ha optato per un vestito bianco di pizzo di Francesco Scognamiglio e non si è vergognata affatto di mostrare le forme. Il look da sposina sexy è fatto.
Infine, stesso brand per Rita Ora che ai Billboard Music Awards a Las Vegas ha indossato un abito-armatura bianco e nero con gonna al polpaccio trasparente. La popstar ha omesso la maschera che ha sfilato in passerella ma si è ricordata di mettere almeno le mutande (molto rivelatrici).

Victoria’s Secret Fashion Show 2015: scelti i 44 angeli

Gli angeli in lingerie dell’evento dell’anno, il Victoria’s Secret Fashion Show 2015, hanno un nome.

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E’ stata svelata la lista delle 44 top model che sfileranno sulla passerella più attesa al mondo, a New York dall’8 al 10 dicembre.

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Tra loro c’è un pokerissimo di veterane della maison statunitense, Adriana Lima, Alessandra Ambrosio, Behati Prinsloo, Candice Swanepoel, Lily Aldridge; un fresco bouquet di new entry (da Elsa Hosk a Taylor Hill) e un folto gruppo di bellezze emergenti, tra le quali spiccano Gigi Hadid, Izabel Goulart e la sorellina di Kim Kardashian, Kendall Jenner.

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Ashley Graham e la carica delle extra large

Parte da New York la sfida delle formose. Capitanate dalla bombastica Ashley Graham, le modelle oversize guidano la svolta nella moda e nel modo di pensare i canoni di bellezza.

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Le curve piacciono e così un rivenditore di lingerie canadese ha deciso di affidare i propri reggiseni, corpetti e biancheria intima a un gruppo di extra large. E il movimento delle #plusisequal fa proseliti. Kim Kardashian, che ha fatto delle sue forme esagerate un successo, ne sa qualcosa. Candice Huffine è stata la prima modella XL a guadagnarsi un posto nell’ambitissimo Calendario Pirelli. La figlia di David Hasselhoff, Hayley, ha fatto impazzire sulle passerelle di Londra con le sue forme morbide e abbondanti. Ashley Graham a New York ha catturato stampa e flash sfilando in lingerie. Il movimento delle floride bellezze dalle taglie extra è partito e la rivoluzione è appena cominciata. Di contro, scatena polemiche e critiche l’impiego di ragazze troppo scheletriche. Victoria Beckham è stata travolta da una valanghe di messaggi social di fan preoccupati e arrabbiati per le modelle magrissime usate per la sfilata della collezione della moglie di Beckham.

La Pennetta è la regina di New York batte la Vinci nella finale italiana e si ritira

La giornata storica del tennis italiano è anche quella del ritiro di Flavia Pennetta campionessa degli US Open. «Vincere qui è il modo in cui mi piacerebbe dire addio a questo sport». La brindisina trionfa e lascia il tennis a fine stagione a 33 anni. Al suo fianco Roberta Vinci, l’altra finalista italiana dello Slam americano.

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Flavia ha vinto in due set: 7-6 (4) 6-2 con un lungo, commovente, abbraccio tra le due. Per l’occasione, una finale tutta azzurra come mai era accaduto, è arrivato da Roma con un volo di stato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. In un Paese calciofilo per eccellenza, per una volta il tennis ha avuto la precedenza. Con Renzi c’erano il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi. Sei anni e tre mesi dopo il trionfo di Francesca Schiavone al Roland Garros il tennis italiano ha scritto un’altra pagina memorabile nello stadio più grande del mondo, davanti a 23mila persone.

Ad alzare la coppa degli US Open femminili, però, non c’era Serena Williams lanciata verso la conquista del Grande Slam, come tutti attendevano. «La finale tra le due tenniste azzurre agli US Open e la presenza di Renzi cadono – ha sottolineato Malagò – in una giornata particolarmente importante perché il 12 settembre è l’anniversario del record del mondo di Mennea, un altro pugliese illustre: viva la Puglia, viva l’Italia». Orgoglioso Binaghi: «Sono qui a nome di tutto il movimento con le più alte cariche dello stato per ringraziare Flavia e Roberta. Siamo venuti a conquistare New York battendo le più forti del mondo».

LITTLE ITALY
Una gioia immensa vedere lo stadio stracolmo e due giovani donne italiane a contendersi la gloria. Il trionfo è di Flavia, ma va diviso per due. Perché anche se non comparirà nell’albo doro, Roberta è entrata comunque nella storia: è lei che ha fermato il ciclone Serena. Il suo rovescio morbido come la seta ha disinnescato il cannone dell’americana. Per un giorno Little Italy si è dunque trasferita nello stadio intitolato ad Arthur Ashe, afroamericano che ha conosciuto la discriminazione come le migliaia di italiani che hanno cercato fortuna a New York ai tempi della grande immigrazione. Oggi sono di meno: secondo l’ultimo censimento, nell’attuale Little Italy, a sud di Manhattan, non c’è più un solo abitante nato in Italia. La partita l’abbiamo vissuto senza fare il tifo: come scegliere da che parte stare se in campo ci sono due meravigliose ragazze che ci hanno regalato un sogno? Già un derby è un match particolare, una sfida tra due amiche lo è ancor di più, specie se in palio c’è la gloria. Ha vinto chi ha retto meglio mentalmente e in questo la Vinci, dopo il miracolo di ieri contro Serena, era prosciugata di energie. Primo set al tie break, poi nel secondo Roberta ha mollato e Flavia è volata via.

L’ADDIO
La premiazione è stata un fiume di commozione. La frase di Flavia che annuncia il ritiro, come fece nel 2002 Sampras, è stata come un pugno allo stomaco. «Ora non ci voglio pensare. è un successo che voglio dividere con tutto il mio staff, il mio coach Salvador Navarro – ha detto Flavia – e ovviamente lo dedico ai miei genitori e a Fabio». In tribuna c’era papà Oronzo con il fidanzato Fognini, che la bridisina ha teneramente baciato salendo fino in tribuna. Il papà, quando ha sentito Flavia parlare di ritiro, ha detto: «Spero cambi idea». Nella storia del tennis femminile open è la più anziana vincitrice di uno Slam dopo Serena e la Navratilova. Dopo il lungo abbraccio Flavia e Roberta si sono sedute insieme, poi sono state chiamate sul palco per ricevere i trofei e la Vinci indicando la coppa, ha detto: «Questa è per me?». Ha perso, è vero, ma porterà nel cuore le emozioni vissute nelle ultime settimane. La sua non era stata una stagione positiva. A 32 anni è uscita dalle top 50: ora risalita alla 19esima posizione. Flavia e Roberta: due ragazze sul tetto del mondo.

Rihanna, ombelico in vista e panta-culotte per una serata a New York

Nuovo look per Rihanna, abbinato ad un outfit degno di nota.

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La cantante, che da qualche giorno sfoggia una lunga chioma di riccioli rossi, ha seguito tutti, ma proprio tutti, i diktat della moda estiva abbinando un crop top con ombelico in bella vista con il must dell’estate: pantaloni alla caviglia con borsa in tinta. Una mise finta trasandata per una serata a New York. Riri non è passata inosservata: il tocco di classe è l’abbinamento tra i sandali e il rossetto, entrambi fuxya. Quando non esagera, Rihanna ha stile da vendere.

Lady Gaga, nuovo tatuaggio per i fan: “Mother monster”

20141120_84022_1Siccome non bastavano, Lady Gaga ha deciso di farsi un uovo tatuaggio e ha mostrato subito il risultato. Nonostante il freddo di New York infatti la cantante, abbigliata in modo stravagante (ed estivo) come al solito, all’uscita dal suo albergo ha mostrato ai suoi ammiratori il suo tattoo: “Mother monster”.
The Fame Monster (reso graficamente come The Fame Mons†er) è il terzo EP della cantautrice statunitense, oltre ad essere il nome con cui vengono chiamati i suoi fan, i “Little monster”.