Claudia Pandolfi, shopping prenatal

Nono mese di gravidanza e pancione lievitato per Claudia Pandolfi, immortalata in un negozio di articoli per bebè e alle prese con la scelta degli ultimi accessori per il bebè in arrivo. Un altro maschio, il secondo per l’attrice, che ha avuto Gabriele nove anni fa dal suo matrimonio con Roberto Angelini, il primo con il fidanzato attuale Marco De Angelis.

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Il parto è previsto per gennaio e l’attrice, che ha compiuto 41 anni lo scorso novembre, sta ultimando gli acquisti “utili” per il nuovo bebè in arrivo, dalla carrozzina al corredo. Claudia ha conosciuto Marco nel 2013 sul set della fiction “Il tredicesimo apostolo” e da allora i due non si sono più lasciati. Del resto già dopo la fine della sua relazione con il cantautore Angelini, lei aveva dichiarato che sola non era capace di stare e con De Angelis sembra proprio che abbia trovato la persona giusta. Con cui allargare la famiglia. “E’ più giovane di me (di un anno, ndr) e anche più romantico” aveva rivelato qualche tempo fa parlando del compagno “Non riesco a stare da sola, devo relazionarmi con la mia famiglia, con mio figlio e con qualcuno di cui mi innamoro”.

Uomini italiani insoddisfatti delle dimensioni: tra i “ritoccati”, uno su due è del Sud

remedios-contra-a-impotencia-sexual-1Il ‘maschio latino‘, un mito che non decade, specialmente nel sud Italia, dove c’è un vero e proprio identikit a caratterizzarlo: trentacinquenne, sposato, benestante, di buona cultura.   È nel Meridione d’Italia, infatti, che il mito del maschio latino sembra resistere, anche e soprattutto in camera da letto. Almeno è quanto risulta dal primo identikit ufficiale dell’uomo italiano che ricorre alla penoplastica per guadagnare centimetri sotto gli slip, sia in lunghezza che in diametro.  Una fotografia scattata analizzando i dati relativi a oltre 3 mila fra consultazioni e interventi chirurgici, raccolti dal 2003 al 2013 da Alessandro Littara, co-fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano, struttura di riferimento per il ‘sex design’, la chirurgia intima per lui e per lei.  Sabato 24 maggio lo specialista interverrà al XXXV Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica, al via domani a Roma. «I dati che presenterò – spiega Littara all’Adnkronos Salute – permettono di disegnare per la prima volta nel nostro Paese l’identikit dell’uomo che si rivolge al chirurgo andrologo».  Un esercito in crescita costante, ricorda l’esperto che segnala un +20-25% annuo di richieste di ritocco, con una media di 300 operazioni all’anno. Da 20 a 30 al mese, a seconda dei periodi. Il ritratto del paziente-tipo non risparmia sorprese. Innanzitutto, anticipa Littara, «contrariamente a quando si crede il motivo principale della richiesta è puramente estetico solo nel 22% dei casi. Il 78% vive invece un disagio vero, più o meno grave» e «a volte immotivato, se si considerano soltanto i centimetri della ‘dotazione‘. Altre volte, pur senza arrivare al caso estremo del micropene, si osservano misure effettivamente inferiori allo standard maschile italiano (da 13 a 16 cm in erezione)».  Il secondo dato che stupisce è lo stato civile: «Non si tratta affatto di ‘Don Giovannì impuniti. Il 67% dei pazienti è sposato o convive da tempo, solo il 33% è single. Il 75% è eterosessuale». 
L’età più rappresentata in ambulatorio «va dai 35 ai 45 anni (40% delle richieste) – riporta Littara – Seguono 25-35enni (30%) e 45-55enni (22%), e aumentano i 55-70enni (5%). Il 55% è diplomato, il 30% laureato e il 15% ha finito la scuola dell’obbligo. Il 27% è commerciante, il 24% libero professionista, il 23% imprenditore e il 13% impiegato. In coda operai (7%), artigiani (4%) e studenti (2%)».  Infine, la provenienza: «Dal Centro Italia il 20%, dal Nord il 30% e dal Sud e Isole circa il 50%». La metà. «Forse per motivi culturali – ragiona l’esperto – per una particolare importanza data al concetto di virilità», per l’idea che anche la ‘taglià conta e parecchio.  L’ipotesi sembra confermata dai motivi delle richieste. «Gli uomini del Nord sono più preoccupati di mostrarsi agli amici», mentre a crucciare quelli del Sud sono «soprattutto i rapporti con l’altro sesso». C’è la voglia di stupire, o perlomeno di non sfigurare. Ma che si tratti di ‘sindrome dello spogliatoio‘ o di ansia da prestazione, il comune denominatore è il disagio psicologico che in 8 casi su 10 serpeggia tra gli uomini che ricorrono al bisturi per le parti intime.  Se «nel 45% dei casi è vissuto in forma lieve (uomini insoddisfatti, ma che comunque hanno avuto diverse partner, sono sposati o conviventi con figli) – puntualizza Littara – nel 35% il disagio è più serio: uomini che nella vita hanno avuto uno solo o pochi partner, e che in palestra o a calcetto si imbarazzano al punto di fare la doccia in mutande. Nel 20% dei casi, poi, il problema è grave: paura o rifiuto di mostrarsi nudo, isolamento sociale, apparente disinteresse per il sesso».  A far scattare il senso di inadeguatezza c’è il più delle volte un’esperienza di vita vissuta: «Il commento sarcastico di una partner occasionale, la derisione degli amici, il confronto con i pari, un’aggressività sessuale vera o presunta della partner», che viene vista con il dito puntato a giudicare. «Certo è che nella pratica – conclude il chirurgo – le persone con il pene piccolo hanno meno partner sessuali. Sono più fedeli», per scelta o per necessità.

Melissa Satta e Kevin Boateng hanno deciso in segreto: “Il figlio sarà “tedesco”…”

melissa-satta-sexy-645Sembra proprio che Melissa Satta abbia deciso. L’ex velina infatti, dopo le prime remore, ha confessato di aspettare un figlio dal compagno Kevin Prince Boateng ed ora sembra che abbia deciso anche al “nazionalità” del piccolo in arrivo. A dare al notizia “Chi”, che spiega che “La coppia ha scelto: sarà tedesco. Senza dirlo a nessuno, Kevin-Prince Boateng e Melissa Satta hanno deciso che il loro bimbo – nascita prevista a fine aprile – verrà messo al mondo nella clinica ‘tedesca di fiducia della famiglia Boateng, dove è nato anche Jermaìne- Prince, il primogenito che “il Boa” ha avuto da una precedente relazione”.