Renato Pozzetto, confessione hot a Barbara D’Urso: “Ecco com’è andata con Edwige Fenech…”

ROMA – Renato Pozzetto, impegnato nella preparazione di un nuovo spettacolo teatrale, a Domenica Live ripercorre le tappe salienti della sua carriera, a partire da un “incidente” di set con Edwige Fenech. Il film era “La patata bollente”.

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«Dovevamo girare una scena in cui facevamo l’amore in una vasca. Ci siamo messi d’accordo con le maestranze per farlo senza imbarazzi, eravamo nudi, poi avrebbero montato loro quello che si poteva montare. A un certo punto il direttore della fotografia ha chiesto due minuti per cambiare le luci. Siamo rimasti soli nella vasca, nudi, immersi nell’acqua tiepida. A un certo punto io le ho detto: guarda che qui c’è un meccanismo che si lamenta. Dico che è meglio io esca, lei fa: esco io così mi rifaccio il trucco. Arrivano con l’accappatoio, Edwige si alza, si abbassa l’acqua, e…. è uscito fuori, si è visto il…. C’era un elettricista sopra che mi vede, ride e mi fa: Pozze’, guadagnerai qualche lira ma fai una vitaccia…».
Dall’inconveniente “hot” alle grandi amicizie.
«Io sono figlio della guerra. Nel ’42 hanno bombardato la nostra casa, mio padre ha preso i figli e siamo andati via. Ho conosciuto Cochi quando eravamo piccoli. Nel paese non c’era niente per divertirsi, solo fabbriche, dovevamo inventarci battute, canzoni. Così è nato il duo. Cochi è l’amico della vita».
Barbara D’Urso coglie l’occasione per ricordare un film girato insieme, “Mollo Tutto”, e il camper di Pozzetto tra risate e grandi pranzi.
«Ho fatto tanti film, io dico 60, qualcuno dice 70 – commenta Pozzetto – ogni film dura in media due mesi, quindi praticamente ho fatto quasi 120 mesi sul set. Ho voluto un camper che soddisfacesse anche la mia passione per il cibo. Ho chiamato uno chef come collaboratore che mi ha insegnato qualcosa».
Una passione, quella per il cibo, che rivive oggi in una cascina trasformata in locanda, per realizzare un sogno condiviso con il fratello ormai scomparso.
Non mancano ricordi commossi per la moglie, anche lei scomparsa, e per l’amico Paolo Villaggio.

Tom Cruise non vede la figlia da due anni: “l’ordine” emanato da Scientology

La sola idea di non vedere la propria figlia per due anni è una cosa impensabile per la quasi totalità dei genitori, di qualsiasi parte del mondo e a qualunque condizione sociale appartengano. Per una star di Hollywood come Tom Cruise, invece, sembra che la cosa non solo sia pensabile, ma addirittura normale: dopo il divorzio da Katie Holmes nel 2012, secondo il National Enquirer, l’attore avrebbe preso le distanze non solo dall’ex moglie, ma anche dalla figlia Suri, di nove anni, che non vede da 26 mesi.

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Il tutto a causa dell’avversità manifestata da Katie nei confronti di Scientology: i capi dell’organizzazione, di cui Tom è uno dei maggiori guru mediatici, avrebbero sollecitato l’attore a star lontano da loro etichettando Suri come una “potenziale fonte di guai” proprio per l’ostilità dichiarata dalla madre. Già in passato era stato segnalato come l’attore 53enne, padre di tre figli, si disinteressasse completamente della bimba, lasciando un vuoto che la mamma, 37 anni, per quanto amorevole, non poteva colmare. Le sue giustificazioni sono sempre sembrate allucinanti: «Sono troppo impegnato con il mio lavoro e le riprese dei film» rispondeva a chi gli chiedeva spiegazioni. In questa occasione, davanti al nuovo servizio del National Enquirer, Cruise non si è reso finora disponibile per un commento. Davanti a comportamenti di questo tipo, si potrebbe aprire un appassionato, quanto inutile, dibattito per stabilire se per la piccola Suri non sia meglio stare alla larga da un padre di questo tipo: talmente ossessionato da Scientology da preferire la sua “setta” alla sua bambina.