Jennifer Lopez tradita dal fidanzato? L’amante rivela: “Facciamo sesso selvaggio e non solo…”

LOS ANGELES – Anche per Jennifer Lopez, considerata la donna più sexy di tutto il pianeta, ci sarebbe aria di “corna”. Il fidanzato, l’ex giocatore di baseball Alex Rodriguez, la tradirebbe da anni con una vecchia fiamma incontrata in palestra. A rivelarlo, in un’intervista dettagliata al National Enquirer, sarebbe stata proprio la presunta amante Lauren Hunter: “Facciamo maratone sessuali di 12 ore”.

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La ragazza, 34enne, ha raccontanto minuziosamente la sua versione dei fatti. Lei e Alex si sarebbero conosciuti nel 2011 e da lì sarebbe nata una passione travolgente mai sopita. Neanche nel 2014 quando il campione ha iniziato a fare coppia fissa con JLo.
“Non è molto attratto da lei (Jennifer Lopez, ndr). A letto con JLo, lui pensa probabilmente a me. Gli piace che indossi lingerie e tacchi alti o mi travesta da scolaretta, ma il sesso non è blando e gentile, è selvaggio. E’ bravo a letto e parecchio dotato, oltre che circonciso. Non credo abbia mai fatto l’amore in vita sua: si disconnette per dimenticare i problemi”, racconta la donna.
Non è tutto. “Ne ho fatte (di orge, ndr) con lui. Il suo grande fetish è il voyeurismo. Preferisce vedermi godere più che godere. Vuole che gli parli dei miei partner, se sono stata con una ragazza, con un mio ex. Si eccita ad essere geloso. Mi chiama con Face Time in palestra, vuole vedermi mentre sudo”.
La ragazza si lascia andare anche a confessioni super hot: “Il 10 maggio mi ha scritto, ‘Ci vediamo su FaceTime? Mi manchi’. Quando sono andata a casa gli ho risposto: ‘È lì che mi vuoi? A letto con una fi** bagnata?’ Lui ha risposto, ‘Sì, sempre'”.
Lauren avrebbe mostrato alla stampa messaggini tra lei e Alex scambiati lo scorso maggio. Ma l’ex giocatore di baseball negherebbe tutto. Secondo la sua versione, la storia con Lauren è finita nel 2014, quando ha incontrato Jennifer. Da allora la donna non si darebbe pace e continuerebbe a ricattarlo. Chi dirà la verità? Ai posteri l’ardua sentenza…

Sexy ricatto alla bella vicina: 5mila euro o diffondiamo le fotografie hard

«È tutto un equivoco, io non c’entro nulla». Ha scaricato tutto sull’ex amante la 40enne di Quero accusata di un se. xy-ricatto a una vicina di casa. Un’estorsione che avrebbe tentato in concorso con G.G.D.R., 41enne di origine napoletana ora residente a Padova. Al centro le foto-se. xy inviate sul telefono del 41enne dall’ignara vittima.

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L’uomo, che ha minacciato di diffonderle, ha già definito la sua posizione: ha patteggiato due anni nelle scorse udienze. Lei invece sta affrontano il processo con rito abbreviato e martedì in Tribunale a Belluno è stata sentita di fronte al gup e, assistita dall’avvocato Lara Favero, ha dato la sua versione dei fatti. La vittima del tentativo di estorsione, una vicina di casa della 40enne, però non ha ceduto al ricatto: è andata dritta dai carabinieri. Si è costituita parte civile nel processo: sono assistiti dall’avvocato Stefano Bettiol di Belluno.

Foto hard, direttrice delle Poste ricattatadall’amante svuota i conti dei correntisti

hfvyamj-0Buoni fruttiferi, finti bonifici, prelievi fantasma nei libretti postali dei pensionati. 200 mila euro di salassi a random pur di far tacere l’ex amante che la teneva in scacco: «O mi dai i soldi o faccio vedere quelle foto sensuali a tuo marito». L’amante braccata, vittima del ricatto a luci rosse è una quarantaduenne, direttrice di un ufficio postale di un paese della provincia di Massa Carrara. L’amante, un artigiano carrarese di 49 anni assetato di soldi, la minacciava sventolando le foto hard che si erano scattati quando stavano insieme e lei ha pagato aprendo le casse delle poste. Una storia d’amore finita molto male, quella raccontata sulle pagine de La Nazione di Carrara. Estorsione, invece, per i carabinieri. Le foto incriminate sono quelle che provano la relazione che c’era tra i due: in alcune immagini lei era nuda e si faceva ritrarre in pose sensuali e ammiccanti. Così, dopo aver intascato 200 mila euro, l’amante, è finito a processo per estorsione. Porn revenge, la divulgazione di scatti intimi, lo chiamerebbero gli inglesi che vogliono farlo diventare un reato specifico. Ma come sono stati racimolati i 200 mila euro? La direttrice prima ha svuotato il salvadanaio dei suoi risparmi ma quando ha visto che non bastavano ha simulato prelievi nei libretti postali e versamenti a favore di clienti in realtà inesistenti. Incassava tutto lei per poter pagare il suo ex amante e scongiurare la fine del matrimonio. Quando negli uffici della direzione provinciale delle Poste si sono resi conto di questi movimenti sospetti hanno subito aperto un’indagine interna e, una volta identificata l’autrice di quegli strani prelievi, hanno fatto partire la lettera di licenziamento e la denuncia per appropriazione indebita. Nel processo per estorsione, invece, la donna è parte lesa e si è costituita parte civile sperando di poter avere indietro i soldi pagati per paura. Ha infatti chiesto la restituzione dei 200 mila euro ma anche altri 50 mila come risarcimento per danni morali. Peccato che l’imputato non si trovi e abbia disertato l’udienza.