Kate Middleton e il piccolo George ai Caraibi: il palazzo reale dà l’ok ai paparazzi

20140204_62469_80f9ee2a721e1ffcd5be07c2e0a725d1_medFa un’eccezione il palazzo reale e alla pubblicazione di fotografie ‘rubate’ che ritraggono Kate Middleton con il principino George in vacanza ai Caraibi non oppone resistenza. Anzi. Sono le prime immagini non ufficiali del terzo in linea di successione al trono britannico nato lo scorso 22 luglio a Londra, che gli obiettivi dei paparazzi hanno colto con tutina e cappellino bianchi, baciato dal sole, in braccio alla duchessa di Cambridge mentre scendono dalla scaletta del volo British Airways atterrato ai Caraibi dove Kate, principino e lato Middleton della famiglia hanno passato una settimana di vacanze, senza il principe William che è rimasto in Inghilterra a studiare, impegnato in un corso di specializzazione in management dell’agricoltura presso l’Università di Cambridge.  LE FOTO SU CHI Le pubblica la rivista Hello! dopo averle acquistate da un fotografo freelance (in esclusiva per l’Italia il settimanale Chi) e il palazzo reale non fa una piega. Tanto da suscitare il dubbio che il polverone sollevato in passate simili circostanze, con querele e diffide da parte della famiglia reale, non fosse più dettato da una questione di ‘controllo dell’immaginè che di rispetto della privacy. Il Daily Telegraph riferisce che solo la scorsa settimana il Palazzo aveva chiesto ai media di non pubblicare alcune foto di William colto accigliato e con un’espressione contrariata mentre scendeva da un treno a Cambridge. Per il principino in vacanza invece, confermano al giornale fonti vicine ai reali, Kensington Palace ha ritenuto che potessero passare, in quanto scattate in un luogo pubblico e «senza arrecare fastidio». Sta di fatto che la duchessa, pur in abiti informali comodi da viaggio, appare radiosa e sorridente. Il principino poi è sereno e completamente a suo agio. Due pesi e due misure? Si chiedono i media britannici. Un avvocato esperto in privacy, Chris Hutchings, ha spiegato al Daily Telegraph come «attorno a questioni di privacy la legge non è così precisa. Per questo – ritiene l’esperto – è richiesto un certo livello di coerenza da parte di chi avanza lamentele per il suo mancato rispetto», con il rischio che «se si permettono alcune cose e non altre, possa risultare più una forma di controllo dell’immagine che di privacy».