Maria Grazia Cucinotta ricorda Massimo Troisi a 20 anni dalla scomparsa: “Posso solo dirgli grazie”

maria-grazia-cucinotta2Lanciata da Il postino, l’attrice-icona di Massimo Troisi ricorda l’attore e regista a vent’anni dalla scomparsa, il 4 giugno 1994. 
Il suo incontro con Troisi?
«Ero giovanissima, molto timida e terrorizzata, perché a volte non capivo ciò che diceva per il modo in cui parlava. Lui ha capito comeero e con me ha sempre avuto grande pazienza».  Cosa conserva di prezioso di quel set?
«La sua lezione di vita era che vince sempre la semplicità. Mi consigliò di essere naturale quando recitavo. Quel film è speciale anche perché è pieno di piccole imperfezioni, quindi di verità».  Se potesse tornare indietro cambierebbe qualcosa di questi vent’anni?
«Avrei gestito il successo in un altro modo, tante cose le ho capite tardi. Ma sono contenta per avercela fatta: sono partita da un posto piccolo e sono arrivata a lavorare con Woody Allen, nei Soprano, in 007. Ho avuto l’umiltà di mettermi in gioco con la partenza in America, dove ero solo un numero, mentre in Europa mi adoravano».  E cosa non cambierebbe?
«L’aver capito che questo lavoro porta facilmente all’egocentrismo, che poi viene pagato da chi ti sta vicino: marito e figli. Invece si può sbagliare un film, ma il ruolo di madre è per tutta la vita».  Ora il suo lavoro è soprattutto quello di produttrice.
«Sì, vorrei rifare il grande cinema che ci ha reso famosi nel mondo, ma mi scontro con un sistema italiano un po’ misogino, che comunque mi considera un’attrice. Ho appena co-prodotto con la Cina un grande progetto con una sceneggiatura adatta alla loro censura e al nostro pubblico. Una commedia romantica con attori cinesi e italiani, tra cui me, Ninni Bruschetta e Sergio Assisi».  E da attrice con chi sogna ancora di lavorare?
«Con Emanuele Crialese, l’unico che può raccontare l’Italia in modo sincero».  C’è qualcosa che non ha avuto il tempo di dire a Massimo Troisi?

Jennifer Aniston irriconoscibile: senza trucco e parrucco per il nuovo film “Cake”

20140407_66746_2Di nuovo al lavoro Jennifer Aniston. L’attrice, 45 anni, è stata fotografata sul set del suo ultimo film, ‘Cake’, durante le riprese in un cimitero di Los Angeles. Con lei si intravede Sam Worthington, uno dei coprotagonisti della pellicola, la cui uscita è prevista per il 2015.
Vista la trama e i momenti drammatici del film, Jennifer lavora senza trucco e senza parrucco e c’è da dire che il risultato è molto diverso dalla Jennifer che siamo abituati a vedere nelle altre pellicole.

Bianca Nappi, dal teatro al grande schermo con Controra al festival Bif&St

imagesBella, solare, elegante, Bianca Nappi, che molti la ricorderanno come protagonista della fortunata fiction, Tutta la musica del cuore, girata in Puglia, dove peraltro lei è vissuta fino all’età di 18 anni, tornerà prossimamente in questa regione, l’11 ed il 12 aprile per partecipare a BIF&ST – Bari International Film Festival, nella sezione panorami internazionali, per l’appunto a Bari, presso il Teatro Petruzzelli. La Nappi è tra gli attori del film Controra di Rossella De Venuto.  Bianca, prossimamente parteciperà a BIF&ST, con il film Controra. Che cos’è questa rassegna di cinema e che personaggio interpreta nel film che verrà presentato?
“BIF&ST è un Festival di cinema a tutti gli effetti, sponsorizzato dalla Regione Puglia. Già sono state fatte diverse edizioni e in questi ultimi anni questo Festival è cresciuto moltissimo. Vengono presentati film italiani e stranieri ed io già avevo partecipato due anni fa con un film, ma avevo un piccolo ruolo. Quest’anno sono presente con un film noir, Controra, un’opera prima di Rossella De Venuto, un film molto particolare, un thriller psicologico che sfiora l’horror, ambientato in Puglia. Sono molto contenta di avervi partecipato perché è un genere di film che in Italia non si fa abitualmente. Bello questo contrasto tra la solarità della Puglia ed il noir della storia. Io interpreto il personaggio di Pia, una delle anime nere del film, che da quando si trasferisce in Puglia, le cominciano ad accadere fenomeni strani, una donna un po’ paranoica, una sorta strega convinta che certe presenze che lei avverte, ma forse presenti solo nella sua mente, le abbiano fatto perdere il figlio che attendeva. Secondo me è un film molto bello e spero abbia successo e sia visto il più possibile”.  Ultimamente l’abbiamo vista nella fiction Tutta la musica del cuore, nel personaggio di Antonia. L’è piaciuto quel ruolo e che ricordi ha di quell’esperienza?
“Ho dei bei ricordi di quella fiction, innanzitutto perché è stata girata in Puglia, a Monopoli, vicino Bari, poi anche perché interpretavo il ruolo di una donna tradizionale che cercava di difendere i sogni di suo figlio rispetto ad una maestra che sembrava non voler incoraggiare il talento. Mi è piaciuto lavorare con tantissimi bambini, veri talenti di musica. C’è sempre da imparare qualcosa da bambini di 10 anni. Spesso poi mi capita di fare la mamma di bambini o ragazzi talentuosi. Amo moltissimo la ‘pugliesità’, che finalmente sta diventando nota anche al grande pubblico”.  Lei originaria della Puglia. Quali parti della regione ama di più?
“Sono legatissima a Trani, dove sono stata fino all’età di 18 anni, quindi la metto in pool position. Anche se il Salento è bellissimo, non lo amo molto, anche perché sta diventando troppo turistico, molti vanno a fare le vacanze lì, né Bari ed il suo entroterra, troppo commerciale. Amo invece moltissimo la Valle d’Itria, Ostuni e Cisternino, dove, pochi lo sanno, c’è un tempio indù, che ha una sua valenza spirituale. L’ashram Bhole Baba è stato fondato nel 1979 su precisa indicazione di Babaji; da allora è rimasto aperto ed ha accolto molte persone desiderose di mettere in pratica i suoi insegnamenti”.  Ha interpretato vari personaggi in tante fiction e film di successo. C’è un personaggio che l’è rimasto dentro?
“Come attrice mi appassiono ad ogni personaggio che interpreto. Però ci sono dei personaggi che mi sono rimasti dentro: sicuramente quello interpretato nel film Mine vaganti di Ferzan Ozpetek. Avendo per la prima volta l’occasione di recitare uno dei ruoli principali, ho avuto la possibilità di partecipare in modo più profondo e continuo allo sviluppo e alla realizzazione del film. E’ stata un’esperienza molto utile e divertente, anche perché essendo una commedia corale ho avuto anche l’occasione di lavorare con molti attori bravissimi e già noti al grande pubblico. Ricordo anche le due donne interpretate in teatro in due monologhi, ‘Re(L)azioni’ e ‘Some girls’, scritti da Neil La Bute, uno dei più importanti drammaturghi in circolazione”.  Quale personaggio vorrebbe interpretare che ancora non le hanno proposto?
“Mi piacerebbe in teatro interpretare il personaggio di Stella, protagonista di Un tram che si chiama desiderio. Poi mi piacerebbe anche interpretare un personaggio religioso. Il mondo religioso è esplorato molto poco, anche da me. Se fossi obbligata dal lavoro a fare un personaggio del genere, lo esplorerei di più anch’io”.  Se dovesse definirsi con un aggettivo, quale sarebbe?
“Curiosa, sono una persona molto curiosa, anche della vita in generale”.  Un pregio ed un difetto?
“Ambedue sono accomunati con schiettezza. Sono una persona schietta, non ho una propensione alla diplomazia. Dico sempre ciò che penso, non ho filtri e devo sempre esternare ogni pensiero. Tutto ciò è un pregio, ma anche un difetto, perché l’esporsi troppo potrebbe essere controproducente”.  Cosa l’ha spinta a fare l’attrice?
“La passione che avevo fin da ragazzina di fare questo mestiere così affascinante, è una passione cresciuta con me. Fin dall’età di 13 – 14 anni sono sempre stata attratta dal teatro, dalla letteratura. A scuola ho cominciato a partecipare a quelle recite che si fanno e così ecco che ho abbracciato piacevolmente questa professione, che da adulta ho sempre più perfezionato, pianificato”.  L’esperienza più significativa della sua carriera?
“Sempre quella che sto per fare e anche quella più piccola è significativa. Il lavoro dell’attore ricomincia sempre da capo. Ogni volta che hai un nuovo ruolo devi metterti in gioco con te stessa, è sempre una sfida”.  Progetti futuri?
“Sto per iniziare le riprese di un film, Short skin (Pelle corta) un’opera prima del regista di talento Duccio Chiarini, vincitore della Biennale College 2014 a Venezia”.

Cameron Diaz, hot e senza veli per ‘Sex Tape’: il trailer del film fa impazzire i fan

C_4_articolo_2037173__ImageGallery__imageGalleryItem_26_imageCameron Diaz sexy e spregiudicata per la pellicola Sex Tape, attesa nelle sale italiane il 21 agosto: nel film infatti, sono contenute scene di sesso piuttosto esplicite con l’attore Jason Segel.   Diretto da Jake Kaskadan, Sex Tape parla di Jay e Annie, che dopo 10 anni di matrimonio tentano di rinvigorire il rapporto autofilmandosi mentre fanno sesso. Ma il video, durato ben 3 ore, finisce involontariamente sul Cloud e visto da tutti i loro amici: scatterà una corsa contro il tempo, fatta di episodi divertenti e paradossali, per fermare la diffusione del video che nel frattempo ha reso la coppia due fenomeni del porno online.

“Abbiamo passato giorni a dirci cose del tipo: il mio c*** deve essere sulla tua faccia e il tuo pacco sulla mia – ha raccontato Cameron Diaz al magazine People – A volte avrei voluto fermarmi nel mezzo di una scena e dire ‘Aspettate un attimo, siamo davvero pagati per fare questo?’ Ci siamo divertiti un sacco sul set, siamo grati che questo sia il nostro lavoro. Siamo riusciti nello stesso tempo a fare gli idioti tutto il giorno e raccontare una romantica storia d’amore”.

Jennifer Aniston e la carbonara di Justin: “Mi ha fatto ingrassare di due chili”

Jennifer-Aniston1Jennifer Aniston ha preso qualche chilo di troppo e se la prende con il suo fidanzato Justin Theroux che l’ha fatta ingrassare perché-dice- “è un cuoco stupefacente di pasta”.   “È un assassino. Cucina una carbonara sublime. E da quando ho incontrato quest’uomo mi ha regalato un ‘bonus’ di un paio di chili. Ma è valsa la pena”, ha detto l’attrice alla rivista ‘People’, chiarendo che lei si ‘difende’ dal sovrappeso con 45 minuti di cardio fitness e 20 minuti di yoga al giorno. Così può concedersi qualche trasgressione a tavola.  “Faccio tutto questo in nome dell’amore”, ha aggiunto ridendo la star che recentemente ha confessato che le piacerebbe avere il corpo della top model Gisele Bundchen e la tonicità della sciatrice medaglia d’oro olimpica Lindsay Vonn. Intanto si vocifera che Jennifer vorrebbe convolare a nozze con Justin, il suo fidanzato 42enne, ma senza pianificare un matrimonio sontuoso. Ed una fonte vicina alla star si è lasciata sfuggire che l’attrice pensa piuttosto ad una fuga ai tropici con pochi amici. “Magari a Cabo San Lucas, in Messico. Un posto che lei ama molto”.

Selvaggia contro le critiche a Kasia Smutniak: “Poveracci. Il lutto è dolore, non una condanna”

kasia_smutniak_ansa_3Kasia Smutniak ha stupito tutti sul palco di Sanremo presentandosi col pancino e svelando così la futura nascita del suo secondogenito, dopo Sophie, nata dalla sua relazione col compianto Pietro Taricone. Selvagia Lucareli ha scritto un post sul fatto, che è stato criticato e che ha spinto la blogger-presentatrice a una controreplica: “Ieri ho scritto un post sulla Smutniak – scrive Selvaggia su Facebook – sulla tragica meraviglia della vita che va avanti, visto che Kasia è incinta dopo la tragedia della morte di Taricone. Lo so che non esiste una classifica del dolore, ma in questa storia di elementi particolarmente dolorosi ce ne sono davvero tanti: Pietro e la sua giovane età, un successo stordente e poi la discesa, il paracadutismo che era una passione di Kasia trasmessa a Pietro, l’incidente con lei che si era lanciata subito dopo, la figlia che era lì, sul campo ad aspettarlo e la morte che era arrivata poco dopo. E poi una donna che s’è ritrovata vedova del proprio marito e ammogliata col dolore, il senso di colpa, la responsabilità di una figlia. Devastazione pura. Ora io mi domando. Come può certa gente misera e meschina venire qui a sputare veleno e bestialità varie, giudicando una donna a cui la vita ha concesso una seconda possibilità di felicità? Felicità per lei, per la figlia di Pietro e per la vita che sta per nascere. Che gente siete? Il lutto è un dolore, non una condanna. La morte di chi amiamo non va espiata con l’infelicità di chi resta, poveracci che non siete altro. L’amore per chi si è perso si ritrova nella vita che va avanti, nei nuovi pezzi che la compongono, nei ricordi che si mescolano al nuovo. E nell’incanto di una pancia che cresce, che si fa rotonda, dopo che la vita l’ha presa a morsi.
Davvero, siete dei poveracci. E a voi una seconda possibilità la vita non la concederà mai, perchè con la veletta nera sugli occhi per esibire il lutto, guardate solo la terra che calpestate, senza accorgervi della meraviglia del cielo che cambia sulla vostra testa.
Siete già dei morti, che giudicano chi sceglie, con coraggio, di celebrare la vita, pur conoscendone la crudeltà meglio di vo