Sei stato mollato? Che male!

93177747_picture.jpgLe amiche non ne possono più di sentirti ripetere la stessa cosa: “Sto male, sto male, sto male”…
Gli amici continuano a versare birra e riviste porno sulla ferita ancora aperta senza riuscire a chiuderla…
“Passerà!”, dicono.
Chi di noi non è mai stato mollato?
La sofferenza della persona che è stata lasciata è solida, tangibile, visibile, palpabile. Ma non era ancora scientificamente provata! Per la serie “abbiamo scoperto l’acqua calda”, ci arriva fresco fresco dagli States uno studio che dimostra che, quando si viene lasciati, si soffre davvero!
Condotta da ricercatori della Columbia University e pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, infatti, questa ricerca ha dimostrato che le aree del cervello che si accendono quando si viene abbandonati dalla persona amata sono le stesse di quando si afferra una tazza di caffé bollente.
E qui sta, secondo me, la vera scoperta. Sì perché, direte voi, una tazza scotta ma il dolore dura una frazione di secondo e poi passa tutto. L’ho pensato anche io e non capivo come fosse possibile, visto che mi ricordo bene dell’ultima volta che sono stata mollata. E anche dell’ultima volta che ho preso in mano una tazza bollente.
In realtà, passa tutto perché il cervello manda un impulso nervoso alla mano che, aprendosi, molla la tazza.
Invece, una delusione d’amore dura settimane, a volte mesi (e, se proprio siete sfortunati, anni).
Credo quindi che questi benedetti ricercatori abbiano dato una definizione giusta: la sofferenza dell’essere lasciati è come tenere una tazza bollente in mano per settimane.
Confermo, fa proprio male.